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Svegliati! Tendi la Mano

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Svegliati! Tendi la mano...

Dal Vangelo secondo Marco

E Gesù entrò di nuovo nella sinagoga, e c’era lì un uomo che aveva la mano essiccata. E lo osservavano se lo avesse curato di sabato per accusarlo. E dice all’uomo che aveva la mano essiccata:Svegliati! Mettiti nel mezzo!
E dice loro: “ è lecito di sabato fare il bene o fare il male, salvare una vita o ucciderla?”. Ma essi tacevano. E guardandoli intorno con ira,  contristato per la durezza del loro cuore, dice all’uomo: “Tendi la mano!”.
E la tese e fu ristabilita la sua mano. E usciti, subito i farisei e gli erodiani  tenevano consiglio contro di lui  come farlo perire.

Possiamo immaginarci quale fosse il problema di quell’uomo: con le mani, diamo forma alla vita, afferriamo, prendiamo in mano la vita e ci prendiamo ciò di cui abbiamo bisogno.
Tendiamo agli altri la mano per instaurare relazioni. Con le mani esprimiamo tenerezza e amore. La mano essiccata, allora, rinvia ad un uomo che si è adattato, che ha ritirato la sua mano, che non vuole sporcarsi le mani, che si è tirato fuori dalla lotta. Non solo: “essiccata” vuol dire inaridita, senza linfa vitale, che ha perso tutte le forze, dalla quale non esce più nulla, che ha deciso di restare ai margini, in retroguardia, che non vuole intervenire.       

A questo punto, alla nostra mente tornano le parole del nostro Vescovo nella sua lettera pastorale (p. 5): “Sono numerose e gravi le difficoltà educative che oggi le famiglie incontrano. Pensiamo al poco tempo disponibile da parte dei genitori, assorbiti come sono dal lavoro, alla disuguaglianza culturale tra genitori e figli, alla cultura dominante che, in primis attraverso la TV, impone comportamenti individualistici, consumistici ed edonistici, che svuotano i connotati della responsabilità educativa dei genitori.

Pensiamo, infine, alla stessa difficoltà che incontrano le altre agenzie educative, come la scuola, la parrocchia, le varie forme di aggregazione. Non è raro il caso di genitori che, considerandosi impari di fronte al compito educativo, finiscono con l’abdicare alla propria responsabilità”.

Allora quell’uomo dalla mano essiccata siamo noi.

Noi, consegnati alla rassegnazione educativa e alla fatalità.
Noi che stiamo perdendo la fiducia e il coraggio della capacità e responsabilità educativa.

E a ciascuno di noi, Gesù rivolge la stessa parola: “Svegliati”!
 Gesù, ancora, rivolge ad ognuno di noi la stessa parola che dice all'uomo dalla mano bloccata, immobilizzata, incarcerata: “Svegliati!”, rimettiti in cammino, non farti limitare, assumiti le tue responsabilità. Oggi, questa parola, è rivolta ad ognuno di noi, che finiamo con l’abdicare alle nostre responsabilità educative: “svegliati!”.

E siamo allora grati al Signore per averci offerto la possibilità di rispondere al suo appello al “risveglio”, attraverso il nostro servizio in oratorio. Il nostro impegno in oratorio è risposta affermativa alla sua chiamata a “metterci nel mezzo” della sfida educativa, consapevoli che – ricorda ancora il nostro vescovo – è Dio che educa il suo popolo. L’opera educativa non è anzitutto nostra, è Sua. Noi siamo suoi alleati, impariamo da Lui, lo seguiamo, gli diamo fiducia ed Egli ci guida e ci conduce (p. 3).


 
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