Per il progetto educativo - Forum Oratori Senigallia

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Per il progetto educativo

Aprire o riaprire un oratorio

Il progetto educativo

Se vuoi costruire una nave,
non radunare uomini
per raccogliere il legno e distribuire i compiti,
ma insegna loro la nostalgia del mare
ampio ed infinito.
(A. de S. Exupery)

Per cominciare a pensare al progetto educativo d'oratorio:


Tanto maggiore sarà il coinvolgimento (progettuale e operativo) della comunità cristiana nelle sue varie articolazioni, tanto maggiori potranno essere le possibilità di realizzare qualcosa di significativo.

Come nel gioco del calcio:

  • ci vuole una bella squadra, formata da ragazzi,  bambini del catechismo, i ragazzi delle medie,  gli adolescenti, famiglie; ci vuole una dirigenza all’altezza del campionato: un sacerdote che ci crede, un’èquipe più ristretta e con qualche carico di responsabilità in più che anima un gruppo quanto più numeroso possibile di adulti e di pensionati, un bel gruppo di giovani e di adolescenti

  • …e infine ci vuole una tifoseria che segue la “sua” squadra in tutte le avventure!


Pensiamo ad un Progetto
non come ad un pezzo di carta pieno di parole altisonanti, da tener chiuso in un cassetto, ma come a una magna charta da interpellare nei momenti di dubbio, come a una mappa da consultare durante il percorso. Una mappa con alcune parti tracciate a penna, altre a matita. Perché un progetto dev'essere chiaro negli indirizzi di fondo, ma duttile e aperto nelle scelte particolari. Un progetto si dovrebbe costruire e modificare continuamente attraverso un lavoro di mediazione costante.  

Purtroppo, però, la promozione di una progettualità sistematica, cristianamente orientata, mirata alla valorizzazione delle relazioni negli ambiti informali della vita dei bambini, dei giovani, delle famiglie, non rappresenta una prassi pastorale consolidata. Abbiamo una lunghissima, secolare, tradizione, nel pensare e portare avanti cammini di formazione cristiana, percorsi di preparazione ai Sacramenti…



Non possiamo contare su una tradizione consolidata e condivisa nel metterci di fronte all’oratorio, dove convivono gruppi, tempi e luoghi fortemente strutturati e ampiamente de-strutturati e siamo quindi molto meno attrezzati.  Anche per questo motivo, quando si pensa, si progetta, si realizza per e in un oratorio, per essere minimamente efficaci e significativi, occorre coinvolgere nel senso più ampio possibile la responsabilità della comunità cristiana nel suo complesso.

Non si tratta, infatti, di delegare solamente ad alcune persone un’attività peculiare ed extra-ordinaria, ma innanzitutto di sollecitare i vari attori (parroco, educatori, catechisti, animatori, mamme, allenatori, ecc.) a ripensare il proprio servizio educativo ordinario tenendo conto che esiste la componente informale. È in primis la comunità ad assumersi la responsabilità di rischiare e di investire in questo ambito
, così come si rischia e si investe per la catechesi o per altre azioni pastorali, ritenute fondamentali per la crescita delle nuove generazioni.

L’esperienza mostra come progetti innovativi iniziati nella solitudine più assoluta da alcuni volenterosi “illuminati”, spesso nella solitudine più assoluta muoiano
. Altre volte, invece, può accadere che i volenterosi partano con un’esplicita approvazione della comunità, ma si spingono troppo in là nella loro sperimentazione, e quando “si girano indietro” per cercare sostegno e aiuto non trovano più nessuno. Per non correre questo rischio occorre coinvolgere:

Il Consiglio Pastorale
è il luogo privilegiato per individuare e discutere le linee generali dell’azione pastorale di una comunità. Spesso, la condivisione progettuale su tematiche complesse e inedite, più che un dato di partenza, è un obiettivo da raggiungere durante il percorso. Ciò nonostante, questo è un passaggio chiave affinché alla scelta di operare in questo ambito corrisponda un mandato chiaro ed esplicito della Comunità. L’oratorio è parte integrante del progetto della parrocchia in cui si trova. Vero ponte tra la chiesa e la strada, tra l’istituzionale e l’informale. L’oratorio, quando c’è ed è vivo, è il motore della parrocchia. Là dove invece la parrocchia non può usufruire di un oratorio valido, si porta dietro una debolezza che difficilmente verrà colmata in altra maniera.

L’èquipe dei responsabili,
che è il luogo di elaborazione, di condivisione e di verifica del progetto educativo dell’oratorio. In questa sede sono riletti i bisogni dei bambini, dei ragazzi, dei giovani, delle famiglie, si definiscono gli obiettivi e le azioni strategiche. Dell’èquipe di animazione fanno i parte i vari responsabili di settore: catechesi, cultura, sport, aggregazione, feste, arte e musica, cura e gestione dell’ambiente…che condividono la missione educativa della comunità e che ne interpretano concretamente le indicazioni progettuali, ognuno nel proprio ambito.  



 
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