L'inedito della speranza - Forum Oratori Senigallia

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L'inedito della speranza

In primo piano > Illuminazioni bibliche

...Dalle giare ai nostri oratori...

Dal Vangelo secondo Giovanni

E il terzo giorno, vi fu uno sposalizio, a Cana di Galilea Venuto a mancare il vino, la madre dice ai servi: Ciò che vi dirà, fatelo. C’erano lì sei giare di pietra. Dice Gesù: Riempite le giare d'acqua. E le riempirono fino al colmo. E dice loro Gesù: “Attingete, adesso, e portatene al maestro di tavola”. Egli gustò l'acqua diventata vino: chiama lo sposo e gli dice: “Si serve prima il vino buono e quando sono bevuti il più scadente. Tu, invece, hai custodito il vino buono fino a questo momento! (2,1-11)

Sconcertante, il Maestro!
Dal racconto veniamo a sapere che le giare sono vuote! Le giare dell’Antica Alleanza sono ormai desolatamente, malinconicamente vuote. Il Maestro ordina di riempirle, perché non intende fare il vino dal nulla: il vino buono zampillerà dall’acqua di cui saran colme le giare. L’attesa messianica d’Israele va riempita dell’attesa di ogni uomo.

“Riempite le giare”
, dice Gesù. Anche le nostre sei giare saranno presto piene fino all’orlo?  Non ci succeda che per la fretta, la disattenzione, la rassegnazione, per la mancanza di fede, le sei giare dell’oratorio non riescano a riversare il vino buono nelle anfore dei nostri ragazzi, famiglie, parrocchiani, donne,  anziani,  preti,  catechisti...  


Tu che acqua porti all’oratorio affinché si possa gustare insieme il vino buono?

Quali attese  dei compaesani, delle famiglie, dei ragazzi,  dei catechisti, degli anziani, dei giovani, del  parroco, degli adolescenti, del vescovo, hai pensato di versare nelle sei giare dell’oratorio?

Quanta acqua dei loro bisogni hai portato con te?
Il Signore Gesù è grado di far diventare vino buono un’enorme quantità di acqua. Ma non lo fa se le  giare restano mestamente vuote.  Se abbiamo portato l’acqua delle loro attese, torneremo a casa, noi e loro, con il vino della speranza, della gioia, della festa.

Attingete adesso, dice il Maestro. “Adesso”
,  anno pastorale....,  adesso è il momento in cui l’acqua diventa  “vino buono”. Adesso, Gesù compie non senza di noi, il segno del vino: non un semplice miracolo di guarigione da qualche malattia, ma la salvezza da quel male sottile che distrugge la nostra umanità: la mancanza di vino, l’assenza di amore e di gioia.

Fare adesso dell’oratorio un luogo di annuncio della Bella Notizia, un luogo di fraternità, di compagnia di sorrisi scambiati, di parole di pace, di mani tese, di gesti semplici, di aiuto reciproco, un luogo di  serenità, di amicizia, un luogo “capace” di Dio.

 
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