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Gesù pedagogo di Dio

In primo piano > Illuminazioni bibliche

Gesù è il pedagogo di Dio nella storia

Tratto da: "Come educa la Caritas" di don Vittorio Nozza direttore Caritas italiana su SETTIMANA, ed. Dehoniane Numero 41 del 2010 pag. 1

«Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro… e si mise ad insegnare loro molte cose… Prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero a loro…» (Mc 6,34.39-41).

L'azione educativa di Gesù, il "pedagogo di Dio", impasta insieme una molteplicità di azioni riassumibili in parole, segni e azioni che attuano l'educare di Dio nella storia:

  • l'incarnazione ("sceso dalla barca"): Dio non adotta l'umanità a distanza;

  • le molteplici azioni di osservazione e di ascolto ("vide"): grande è il patrimonio di ascolto e di osservazione che le Caritas diocesane e parrocchiali hanno costruito nelle chiese e nei territori;

  • i sentimenti di compassione ("sentì compassione"): c'è un sentire che avvicina, fa incontrare, costruisce comunione e fraternità;

  • le parole di insegnamento ("si mise ad insegnare"): c'è una cattedra che illumina, che porta dentro la verità del vangelo;

  • le parole di comando ("ordinò"): ci sono azioni che vanno messe in atto e non si vive "tentennando";

  • il buon uso dei frutti, dei beni delle risorse generate dalla fatica dell'umanità ("cinque pani e due pesci");



  • la relazione-comunione con Dio padre per una lettura sapiente dei fatti, fatta in compagnia di Dio, per una responsabilità ricca di amore e giustizia ("alzò gli occhi al cielo");

  • la preghiera ("recitò la benedizione"): occorre portare davanti a Dio,nel culto, nella celebrazione dei sacramenti, nella preghiera comunitaria tutta la passione per l'umanità per invocare il bene di Dio;

  • la condivisione e la giustizia ("spezzò i pani"): ciò che si è e ciò che si ha va condiviso e va fatta giustizia. Nessuno va escluso. La vita della chiesa e della società va costruita a partire da chi manca, non ha lavoro, ha fallito, soffre, viene da lontano, è escluso, ha una vita frantumata…;

  • il coinvolgimento dei discepoli ("li dava ai discepoli"): c'è una corresponsabilità e una partecipazione da garantire, da promuovere per animare singoli, famiglie, parrocchie, istituzioni, mondi e realtà varie del territorio;

  • l'impegno a servire ("perché li distribuissero"): il vero potere è il servire. Il vero potere sta nel "mettersi in ginocchio" ai piedi dei fratelli.

 
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